Quale futuro insieme?
luglio 5th, 2011
Una bicicletta rossa – Africa -
luglio 4th, 2011
La luna
luglio 3rd, 2011
Non piu’ parole senza verita’…conoscere per conoscermi.Lo sbandieratore di mele granate ha concluso il suo giro…i suoi averi? Non piu’ parole senza verita’…conoscere per conoscermi.Lo sbandieratore di mele granate ha concluso il suo giro..ha disgustato anche Narciso
la solidarietà
marzo 29th, 2011
In questa epoca di guerre e intolleranza, di attentati e di odi, di sopraffazioni ed egoismi, non ho mai perso fiducia. Ho viaggiato e continuo a viaggiare dall’Africa, all’Asia, al Sud America per documentare la catena della solidarietà. E’ lei, “la solidarietà”, sono certo, vincerà e farà capire che senza pace non c’è progresso, non c’è civiltà, non c’è possibilità di riflettere chi siamo e ancora prima chi mi è affianco. Ero in Sud America in un villaggio lontano tra le Ande. Qui si fa passare povertà per folklore, e come in mille altri paesi poveri, la disperazione per violenza. Non c’è pericolo, dove sono. In pochi siamo andati e pochi mai ci arriveranno. Ma anche quassù, dove ti manca l’ossigeno, a 4mila metri di altezza, ogni mese arrivano volontari tra queste povere persone. Sopravvivere è una scommessa quotidiana. Osservo l’isolamento desolante che mi circonda. I volti. Ho una domanda. Perché noi “si” e loro “il nulla”? In questo villaggio di fango, come in mille altri villaggi, come in mille altri posti del mondo, non c’è luce, non c’è acqua, non ci sono servizi, non ci sono parole per raccontare questa terribile realtà che trova unico conforto nell’attività dei volontari. Mi domando, ma queste donne, questi uomini, questi ragazzi che abbandonano tutto per condividere miseria, disperazione, paura della stagione in cui per mesi si rimane totalmente isolati: da dove prendono forza e tenacia, perché tanta serenità sui loro volti? Stringo la mia macchina fotografica, la dietro il mirino nascondo il mio volto, impotente continuo a fare scatti: per tanti solo folklore. Sono nel fuoristrada tornado giù a 3mila metri, verso il mio alloggio. La sera mangio quanto non avrei mai mangiato. Lassù ho lasciato tante caramelle per i bambini…ho vergogna di me, non sono che un balordo che ha fotografato sorrisi per un po’ di zucchero colorato. Tra una settimana sarò nella capitale sotto una doccia calda. Ancora dieci giorni di lavoro nelle periferie, poi un aereo mi riporterà qui in Europa. Dopo qualche giorno ho incontrato un amico. “ Luca da quale parte del mondo arrivi?” “Sud America” “Deve esere bello viaggiare come te” “Sì, puoi portare tante caramelle a tanti bambini poveri” “ Sei sempre stato generoso” “No! mi spiace deluderti: sono solo schiavo di un feroce moralismo ideologico. Scusa hai una caramella? .” Mi offrì una mentina sugar free.. Allontanandomi la masticai senza salutarlo. Il cellulare lo sentii vibrare. “Non mi hai salutato” ” Scusa” “Ma cosa hai?” “Come faccio a dire sono amico, sono amico e non ho mai il coraggio di prendere un biglietto di sola andata…la mentina che ti ho preso senza salutarti è come le foto che faccio laggiù!”
Felici solo di darsi!
marzo 18th, 2011

Accettare altre culture!
settembre 15th, 2010
Ero in Spagna in una casa di accoglienza incontrai una bambina dell’Hoduras orfana. Ad un certo punto del Suo racconto mi disse: ” Sai, prima di qui ho sofferto molto” e poi aggiunse “Mi manca molto il mio paese perché qui è freddo e il mio paese è caldo”. In quel quel momento quelle sue precise parole non mi colpirono. Poi, lì vicino, salii su un colle. Vedevo, da lì, la casa dove avevo lasciato il racconto della ragazza e solo allora mi accorgo della enorme distanza che mi divide da Lei. Io che presuntuosamente mi sono sempre sentito conoscitore del mondo. Non basta viaggiare. Lei, la ragazza, mi avava appena detto che qui è freddo. Eppure vedo case basse. Una trrra che generazioni di contadini hanno dato ordine. Lavoro. Competenza. Tutta la Spagna che ho amato, è qui. Per me, per la mia cultura, la mia storia, come per milioni di Europei tutto questo rappresenta il caldo di un popolo, il caldo di tradizioni antiche, di pianure riarse, ma non era per lei, bambina orfana venuta tra noi. E’ difficile accettare che possono esserci altre culture, altri modi di vita, altri calori di umanità e di sole, altri orizzonti, luci, significati di parole. (luca de mata ®2010)
I trionfi della finanza.
agosto 23rd, 2010
Siamo da una manciata di anni nel Nuovo Millennio con un mondo, che ogni giorno cita i trionfi della finanza, od i suoi tonfi, con una cultura dell’opulenza che affrontando il problema dei paesi poveri, quando non parla di emergenza-povertà, li colpevolizza della loro incapacità a gestirsi: quasi che chi è povero meriti la sua povertà.
La povertà, oggi come ieri, la si usa… la si capitalizza… può servire a raffinate campagne pubblicitarie o folklore per depliants turistici… la realtà è che milioni di innocenti muoiono di stenti, vivono in schiavitù…siamo 6 miliardi a vivere su questo pianeta e certamente non è facile trovare una soluzione per riequilibrare le risorse. Perché finalmente la Vita ritrovi piena dignità tra tutti noi. luca de mata ® 2010
LE DIVERSITÀ NON SIANO ELEMENTI DI DIVISIONE.
agosto 19th, 2010
caption=”copyright foto e testo “luca de mata” ® 2010″]
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Le diversità non siano elementi di divisione. Non c’è libertà senza il rispetto dell’altro.
Se dovessi dare un titolo unico a tutte le mie inchieste per RaiUno potrei direi: “Pianeta: democrazia o dominio?”. Ed è questo! quello che in sostanza emerge con coralità da tutte le testimonianze che ho raccolto in tutto il mondo. Testimonianze di gente comune, e di chi ha responsabilità, ed è guida di religioni che rappresentano milioni di persone.
C’è una domanda cui è dovuta una risposta: perché la diversità diventa odio, ferocia?. Conobbi un’autista in Asia che mi disse: “Jihad non è uccidere il prossimo, ma combattere il male che è in noi stessi” ed i Talebani lo hanno sgozzato: l’autista!
Nelle mie inchieste vivo, cerco la speranze perché la “Verità”, o quella che io penso “verità”, vinca. So che questa è anche la vostra speranza. Ma ci sono anche tutte le mie paure. Che sono anche le vostre paure.
Noi. Tutti noi, non possiamo non domandarci: quale mondo per le prossime generazioni? E più probabilmente questo vale già per noi. Le mie inchieste sono la somma di anni di lavoro, collaborazioni, vicinanze, suggerimenti, fatica materiale di viaggi estenuanti. Lontani. Attraversando tensioni. Incognite. Il pericolo dell’imprevedibile. E tutto questo per trovare una risposta che oggi sempre più mi convinco dobbiamo cercarla dentro di noi. I nostri interessi egoistici, i nostri fanatismi, i nostri fantasmi veri nemici della pace tra i popoli, della tolleranza, della convivenza, del diritto alla libertà! Libertà! che per chi crede Dio ci ha dato! Libertà di credere o non credere in Lui, e non per questo nel Suo Nome o contro il Suo Nome qualcuno mi ammazzi, perché, Dio, Tu mi hai fatto a Tua somiglianza libera creatura nel Tuo Creato. luca de mata © 2010
Essere donna Essere uomo o semplicemente Essere
giugno 28th, 2010
Oggi ero ad un tavolo. I pensieri si incrociavano. Culture e storie di origini lontane e diverse. Rispetto l’uno dell’altro. Donne ed uomini di altissimo livello: intellettuale, spirituale, morale, agnostico, politico. Ragionamenti alti. Ho pensato di vivere l’utopia dell’armonia nella ricerca della conoscenza reciproca.Conosco? Conosciamo realmente l’umanità in tutta la sua complessità? Come fare perché flussi di pensiero diversi trovino lo spazio del convivere e del confrontarsi? Affermo che la diversità è una risorsa, ma poi quanto realmente accetto questo mio stesso dichiarare? Molti, tanti, tanti anni fa: la Rai mi affidò un programma di molte puntate che avevano come titolo “Essere Donna, Essere Uomo”. Oggi, forse accetterei di fare quel programma solo se si chiamasse semplicemente: “Essere!”.







