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distribuzione del cibo

luca de mata © copyright 2009

La valigia con lo spago: per il coraggio della Democrazia, non una parola, ma un fatto. Democrazia e concretezza di regole che oggi hanno cambiato parti sconfinate del nostro pianeta. Territori di speranza che attirano milioni di disperati. Se colonialismo ed inculturazione hanno fallito, come hanno fallito, proprio perché si fondano sulle logiche delle ideologie dello scorso secolo, allora quali risposte dare oggi, senza per questo cadere, a nostra volta, nel demagogismo o neo-paternalismo assistenzialista. Il tempo è scaduto?

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9 Responses to “Immigrazione: quali risposte dare oggi, senza per questo cadere, a nostra volta, nel demagogismo o neo-paternalismo assistenzialista”

  1. Nanni the best Says:

    Siamo in attesa di vedere la prima puntata della trasmissione da lei curata su rai uno e ci auguriamo che si possa denunciare tramite il suo lavoro lo sfruttamento di fratelli poveri e disperati come la maggior parte degli immigrati

  2. gallij Says:

    spero che questo programma possa sensibilizzare i “potenti” ad affrontare la piaga dell’immigrazione…

  3. trasmissione stasera Says:

    stasera non mi perdero’ la valigia con lo spago, gentile professor de mata, voglio ringraziarla a nome della comunità egli immigrati di roma per la sua particolare dedizione a questa tematica. possano i potenti della terra essere più disposti ad ascoltare anche le notre umili voce, noi che non abbiamo voce!

  4. Roberto Piciucchi Says:

    Un grande Uomo racconta la Sua verità, una verità scomooda ma, restare in silenzio sarebbe ancora più scomodo.
    Grazie Luca per la tua Verità.

  5. stefano Says:

    voglio farle i complimenti per la trasmissione

  6. palidda@unige.it Says:

    per Luca de Mata
    come accio a mandarti il libro
    razzismo democratico la persecuzione degli stranieri in Europa ?

    con contributi di
    Aebi, Albrecht, Bazzaco, Bosworth, Brandariz García, Delgrande, De Giorgi, Fernández Bessa, Guild, Harcourt, Maccanico, Maneri, Mucchielli, Nevanen, Palidda, Petti, Sigona, Valluy, Vassallo Paleologo, Vitale

    Il volume riunisce i contributi di ricercatori europei fra i più qualificati sul processo di criminalizzazione degli immigrati in Europa e negli Stati Uniti (progetto del network d’eccellenza europeo CRIMPREV (Assessing Deviance, Crime and Prevention in Europe). Oltre a fornire un’analisi critica delle statistiche eni vari stati, i testi propongono una lettura dell’esasperazione delle paure, delle insicurezze e della tolleranza zero contro il nemico di turno come risorsa straordinaria del potere neo-conservatore.

    palidda@unige.it

  7. Alessandra Says:

    Ottimo blog!!!

  8. luca de mata Says:

    Grazie a tutti e a presto rivederci su RAIUNO con una mia nuova inchiesta “Musulmani Europei”. Spero insieme a quanti con generosità e grandi sacrifici, intelligenza e coraggio, mi hanno aiutato che queste quattro ore di inchiesta siano un reale contributo per il dialogo e la costruzione di democrazie fondate sul rispetto delle diversità ed il dialogo contro ogni volontà di sopraffazione e dominio sulle volontà dei singoli e dei più deboli.

  9. augusto la mura Says:

    Caro Luca, grazie per avermi fatto conoscere il tuo sito. Anche se fosse firmato da un’autore sconosciuto, subito, avrei detto, che quell’autore eri tu. Scrivere qualcosa per te lo faccio con infinito piacere, cercando di trasmettere a parole, quelle che sono le mie esperienze visive e di vita tra quelli che la gente chiama vergognosamente extra-comunitari. Che assurdo, il mondo attende col naso all’insù, di poter fare un’incontro del IV tipo, cioè ravvicinato, con i nostri vicini di galassia. Tutti col lo sguardo rivolto all’universo che ci circonda, in attesa di quell’incontro. Nessuno avrebbe paura degli extra-terrestri, perchè riteniamo, di intelligenza superiore, ma nessuno pensa che invece, potrebbero venire per colonizzarci e renderci schiavi. Verso quell’ignoto siamo fiduciosi e simpaticamente in attesa. Verso questi nostri vicini di casa, che chiamiamo extra-comunitari, cioè extra inteso come al fuori del nostro mondo, della nostra civiltà, cultura, siamo ferocemente arrabbiati e precostituiti. Che strano ci fidiamo di esseri sconosciuti e non ci fidiamo di esseri come noi. Saranno anche gialli, neri o rossi ma certamente non verdi e con, forse le antenne e armi al laser. Ma non ci fidiamo. I bambini sognano ET e sorridono nel sogno. Ma se gli diciamo:ora viene l’uomo nero, impauriscono. In effetti, la maggioranza di noi è prigioniera dei nostri pregiudizi, delle nostre ataviche paure. Dimenticando che tanto tempo fà, tutti abbiamo avuto un nonno di colore. Ma queste cose è meglio dimenticarle. Noi siamo occidentali, la nostra preistoria umana è meglio dimenticarla. Eppure basterebbe osservare il comportamento dei bambini per imparare e capire ciò che non vogliamo capire ed ammettere. Ebbene, ci avete fatto caso, i bambini, specie quelli dell’asilo, vivono i loro amici extra-comunitari con gioia e felicità. Ci giocano, si scambiano il mangiare e si “fidanzano” anche con loro, senza guardare di colore sono. Sono felici così e non si fanno e pongono le domande, che noi grandi ci facciamo. Vivono la fraternità universale, qual’essa è. Che bello i bambini. Eppure basta che crescano solo un pò ed ecco che cominciano a subire i consigli dei genitori, dei grandi e cambiano. Già alle elementari, quel sogno di fratellanza sembra svanire nelle raccomandazioni dei più grandi. Ecco è in quel preciso momento che comincia a radicarsi il concetto di razzismo. Non pigliamoci in giro, il razzismo fà parte della nostra cultura. Sbaglio? Allora faccio una domanda. Sento tanti dire:Io no, io non sono razzista. Io amo tutti. A questa persona rispondo: Ok, voglio crederti, ma dimmi: Hai un’amico extra-comunitario? Esci mai con lui? Lo hai mai portato a casa tua, a pranzo con te? Vi vedetre regolarmente? E’ inutile che rispondiate la risposta la conosco già. Ecco questa è la differenza. Siamo tutti non razzisti, ma appena entriamo nel rapporto uomo-uomo più stretto, ecco che viene fuori la sconcertatnte verità. Tanti vanno ancora oltre. Abbiamo adottato un bambino a distanza. Bene. Benissimo, ma per il bambino, non per noi. Con 30 o 50 euro al mese, ci siamo comprati il passaporto per il paradiso. Ma che stronzata. Scommetto, che se domani, bussasse alla nostra porta quel bambino ed i suoi genitori, troveremmo mille scuse per dire: Non abbiamo posto, la casa è piccola, purtroppo siamo stati invitati da amici fuori citta per un pò di tempo. Noi siamo fatti così. Ci và tutto bene, ma lontano dai nostri occhi, dal nostro misero mondo. Sapete quante volte ho chiesto a famiglie che cercavano una badante per l’anziano di turno, se volevano una persona di colore per l’abbisogna? A tantissimi. Bene tutti mi hanno risposto che preferivano la Polacca. Ma porca miseria, questa gente sà che nella cultura africana, gli anziani vengono al primo posto. Gli anziani, anche se scimuniti, sono i più rispettati dalla comunità Gli anziani e quì per anziani, intendo tutti quelli che hanno un solo giorno in più dell’interlocutore, devono essere rispettati proprio per quell’anzianità, anche di un sol giorno? No ho mai visto in questi ultimi 12 anni, nessuno che si sia lamentato di una badante di colore. Essa diventa una di famiglia, perchè dà affetto e rispetto a tutti i membri della famiglia. Quì, nel nostro mondo “CIVILE” appena una persona diventa anziana, diventa il peso da scaricare al più presto. Se non è l’ospizio, l’ospizio lo costruiamo in casa. Chi ci vede dirà: Avete visto come ci tengono a quei poveri vecchietti? Hanno messo anche la badante. Ma porca miseria, posso capire che in qualche famiglia ve ne sia bisogno, ma ora tutti i nostri vecchi hanno bisogno della badante? Loro terzo mondo. Loro extra-comunitari. Noi occidente civile. E poi extra-comutitario uguale a delinquente, spacciatore, prostituta, magnaccia. Siamo fuori di senno tutti. In America se uno di noi dice di essere italiano, ti senti rispondere: Ah, allora tu mafia. Ma che cazzo dici. Io la mafia, la camorra, la ndrangheta la schifo, come ti permetti a chiamare me mafioso, solo perchè italiano? Noi ci sentiamo in diritto di ribellarci all’epipeto Mafioso, loro invece no. Loro non possono, perchè nel nostro immaginario collettivo, nel nostro mondo fatto di media, di falsi e scarsi politici, vogliono farci per forza credere che “loro sono tutti delinquenti”. Ma che infinita e squalida falsità. Ci sono e ci saranno anche quei delinquenti, ma la grande, la stragrande maggioranza è fatta di gente che viene quì a provare a lavorare per provare a far vivere al paese la propria famiglia. Famiglia. Anche noi una volta sapevamo cos’è la famiglia. Genitori, nonni, zii, cugini, parenti lontani e lontanissimi. Famiglia era tutto questo. Famiglia era correre in aiuto ad uno qualsiasi della famiglia. Uno per tutti tutti per uno. Io conoscevo tutti i miei parenti. Tutti, nessuno esluso. Oggi, può darsi che mia figlia esca stasera e si fidanzi o faccia a botte con un suo cugino diretto. Perchè? Perchè oggi, se non i genitori ed i nonni, i nostri figli, non conoscono neanche i loro consanguinei diretti. Chi mi può contraddire. Invece loro, il concetto di famiglia lo hanno nel sangue e per quella famiglia vengono, patiscono, sgobbano, sudano e muoiono anche. Loro quello che guadagnano lo hanno già diviso in cuor loro. Prima la famiglia, tutta la famiglia, quindi genitori, nonni, fratelli e parenti vari, poi se rimane qualcosa, quel piccolo qualcosa è per loro. E’ questi sarebbero i delinquenti. Ma già, queste cose non è bene racconatarle, qualcuno potrebbe cominciare a pensare che forse gli “sbagliati” siamo noi. Puniamo e sbattiamo fuori i veri delinquenti, ma coccoliamoci i tantissimi buoni, che forse e sarebbe ora, potrebbero loro insegnare qualcosa a noi, Qualcosa che abbiamo voluto perdere, dimenticare, sotterrare, scordandoci che finendo quelle cose, avremmo cominciato a mettere fine alla nostra stessa esistenza. Ma in fondo come possiamo sperare di cambiare, se siamo riusciti, anche con la nostra civiltà a manomettere i più basilari concetti di vivere civile. Pretendiamo di insegnare agli altri, perchè siamo un popolo, una razza superiore. Eppure, eppure in un paese cristiano, dove si alzano barricate e guerre civili, per il crocifisso in classe, non ci facciamo mancare LA BESTEMMIA. Italia, culla della civiltà e della religione. Italia, sede del Vaticano e del Papa. Italia cristiana, ma anche Italia che è l’unico paese al Mondo dove c’è la libertà di BESTEMMIARE, CRISTO, LA MADONNA E TUTTI SANTI. Italia, dove alle processioni, sono i MAFIOSI, i CAMORRISTI a portare i Santi in processione. Italia, dove Totò Riina è stato trovato con la Bibbia in Mano. Italia che si rivolge ai santi ed al Santissimo quando viene il terremoto, ma che poi BESTEMMIA SANTI E MADONNE. Io vivo quotidianamente con tanti extra-comunitari, quindi tra tante religioni, ebbene NON HO MAI SENTITO BESTEMMIARE NEANCHE LA VACCA ALL’INDIANO. Se il massimo del rispetto lo si dovrebbe avere verso il Dio di ognuno di noi, noi siamo la feccia dell’umanità, ma ci pregiamo di chiamare gli altri extra-comunitari. Ma siamo sempre pronti a criticare e giudicare, ma guai a criticare e giudicare noi. Ma ora è meglio smettere, altrimenti, se a Luca piacerà questo scritto, la prossima volta non avrò di che dire. Con affetto Augusto La Mura
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