Ruanda – Prigione – ” Non ti preoccupare: è tutto normale!”
febbraio 11th, 2010

Rwanda - prison - foto luca de mata® -
Quando fui lì in quel carcere in Rowanda, circondato da campi di lavoro forzato, finalmente con l’autorizzazione a scattare le foto, rimasi a lungo fermo. Immobile. I pensieri erano più forti del lavoro di documentazione che avrei dovuto fare. Ognuna di quelle persone che vedevo probabilmente avevano ucciso in modo orrendo una, dieci, cento loro simili. L’ odio etnico? Io li guardavo e loro mi guardavano. Tutto normale. Nei loro occhi non c’era il sangue che avevano fatto sgorgare dai crani che fracassano, dalle teste che tagliano, dai ventri che squarciano. Nelle loro orecchie non c’era la parola pietà urlata da chi stavano uccidendo. Tutto normale. In loro solo l’attenzione a sopravvivere. Tutto normale. Mi domando si puo’ uccidere e poi lasciare che la vita ci scorra addosso, anzi pretendere che che si possa essere compresi, giustificati? Tutto normale. No! non è tutto normale, anche se chi uccide per odio, per ideologia o fanatismo, vorrebbe che noi battendogli la mano sulla spalla si dicesse: ” Non ti preoccupare: è tutto normale!”.
febbraio 12th, 2010 at 11:11 am
Quello che è successo in Ruanda, quel genocidio, quegli orrori compiuti “in massa”, fuori da ogni controllo e da qualsiasi ragioni è una di quelle cose che la società cosiddetta “civile” non sa spiegare e non ne trova giustificazione. Ma siamo sicuri che anche noi non siamo in parte complici di quelle tremende azioni con la nostra indifferenza?
febbraio 12th, 2010 at 7:27 pm
Indifferenza? veramente tutti sapevamo quanto stava succedendo lì, come quanto succede in tante parti del globo. Ora. In questo momento. Girare la testa e dirsi “Non Ti preoccupare, è tutto normale”, probabilmente è più facile.
febbraio 13th, 2010 at 4:14 am
è tutto normale, il silenzio di chi come me resta davanti a un computer. Mentre nel mondo avvengono genocidi.
Mentre in Ruanda si piange lo sterminio ed io sto qui immobile e non so che fare. Riesco solo a pregare!
febbraio 16th, 2010 at 1:05 pm
A Lucca ho conosciuto nel 2003 un seminarista Ruandese a cui avevano ammazzato il fratello e portava sulla pelle le cicatrici delle torture.
maggio 19th, 2010 at 1:35 pm
anche io