Rss Feed
Tweeter button
Facebook button
Technorati button
Reddit button
Myspace button
Linkedin button
Webonews button
Delicious button
Digg button
Flickr button
Stumbleupon button
Newsvine button
Youtube button

Islam credere pregare misericordia

L'Islam una preghiera per la misericordia

Foto luca de mata®

Cari amici ho aperto un gruppo su facebook che si chiama Musulmani Europei in TV, per aprire un dibattito fuori da logiche xenofobe o preconcetti di appartenenza, nella ricerca delle strade possibili del dialogo e della convivenza con quella che è oggi la grande realtà dei “Musulmani Europei”. Tutto questo si aggancia ad un inchiesta su cui sto lavorando da due anni, i Vostri contributi, le Vostre ide mi saranno utili come spero saranno utili per tutti, per avvicinarci e voler capire le diversità. La Democrazia non è può più essere dominio di un’area di pensiero su un’altra. Il concetto di laicità e di libertà della persona, nelle nostre società europee, è stato un percorso complesso e lacerante per secoli. Per tutti noi, oggi, è diritto poter cambiare idea, vivere in libertà nel rispetto del prossimo. La parità dei sessi è valore che è stato difficile da far comprendere, ma oggi è una realtà di giustizia irrinunciabile e che sempre più dovrà permeare il nostro vivere se vorremo che la parola civiltà entri nei nostri comportamenti in tutta la sua pienezza di valori. L’occidente è sempre più multirazziale e multi religioso, questa formidabile risorsa deve divenire patrimonio e non culture di steccati, diffidenze, paure reciproche. Confrontiamoci ed aiutiamoci a comprendere. Aspettiamoci in questo gruppo diversità e spigolosità di posizioni, ma se vogliamo crescere in consapevolezza e sapienza dialettica questo non ci spaventa. Grazie del tempo che vi ho preso e sempre Vostro con affetto e stima luca de mata

http://www.facebook.com/group.php?gid=120533237987079&ref=ts

14 Responses to “Islam: Credo, Prego. Convivenza.”

  1. Anonimo Says:

    Non sono serena quando si parla di Islam perchè sono una donna e ho paura che la loro concezione della donna ci riporti indietro

  2. Daniela Giambarba Says:

    Non sono serena quando si parla di Islam perchè sono una donna e ho paura che la loro concezione della donna ci riporti indietro. Meno di un secolo fa le donne italiane non avevano diritto al voto ed è solo dagli anni ‘70 che esiste una pseudo parità di diritti e costumi fra uomini e donne. Non accetterò mai di tornare indietro ma per me, per le mie sorelle, per le mie figlie voglio un futuro di progresso e non di regresso.

  3. Francesca Simionato Says:

    Devo essere sincera? La donna islamica non mi intimorisce, quello che mi spaventa di più è l’uomo. Non credo che per loro esista la parità dei due esseri…

  4. Luca De Mata Says:

    Care Daniela e Francesca grazie per il vostro contributo che sarà molto utile in quest fase di realizzazione del programma “Musulmani Europei” su “RaiUno”.
    Luca De Mata

  5. mussi bollini Says:

    viva la differenza,solo riconoscendo la differenza posso conoscere e riconoscere gli altri. Essere curiosi nello scoprire le differenze, essere curiosi di scoprire il diverso da me, per cultura,tradizione,religione,colore. Quanto! conosciamo il vicino di casa che magari incontriamo tutte le mattine sul nostro pianerottolo?

  6. luca de mata Says:

    Certo Mussi! Hai ragione, e credo anche che a volte il pianerottolo di casa ci fa paura, una porta che si apre ci fa paura,un vociare ci fa paura! Evitiamo sempre di più tutto. Ci muoviamo per clan. Piegati sempre di più su noi stessi tutto diventa ignoto. Non sappiamo riconoscere i volti. Amico o nemico? Quanto potrà tenere un mondo in cui le giornate iniziano con la paura del pianerottolo? Preferiamo amicizie virtuali e così, presto, non sapremo più il significato del calore di strigerci una mano. Già i gesti dell’affetto sono diventate orrende faccine animate, scarabocchi di accorpamenti di lettere: due punti e parentesi. Ci leggiamo e sempre meno ci parliamo: illusi che questo sia il comunicare. Il gusto della parola detta ed ascoltata è ghettizzata nelle canzoni che poi non sono altro che la morte del dialogo. Io canto e Tu ascolti. Ulisse si fece incatenare per non udire le sirene. E noi? L’Odissea non è che nuovamente al’inizio, solo che Penelope non ci attende più e noi inseguiamo non più la rotta verso Itaca, ma verso l’immortalità del virtuale. Probabilmente e già da molto che la nostra razza si è estinta. luca de mata con stima

  7. Andrea Says:

    Trovo questo argomento molto attuale, sopratutto quando penso a mia moglie e le mie figlie. Non posso fare altro che dire grazie a Dio che sono nate e vivono nell’occidente.

  8. Helwa Says:

    Caro Andrea, vorrei rinfrescare le tue idee: fino a pochi decenni fa la condizione delle donne in Italia non era meglio.

  9. luca de mata Says:

    Solo qualche decennio fa?

  10. luca de mata Says:

    Era lo scorso anno e per una delle mie inchieste ero in una casa nel sud Italia, Un luogo all’interno. Tra i monti. A tavola solo uomini…le donne ci servivano. Sarei voluto fuggire,spofondare,urlare NO! ma ero l’ospite ed io pavido non feci nulla. Loro. Gli uomini mi avrebbero portato dove avevo chiesto e quindi dovevo stare al gioco. Quell’inchiesta l’abbandonai. Ero partito con il piede sbagliato. Raccontare la verità? a volte per mascherarsi e scoprirla la tradisci, perchè ti fai complce di comportamenti che vorresti denunciare.

  11. Lucia Says:

    Caro Luca, mi chiamo Lucia, e sono una fiera casalinga. E non vedo niente di male nel servire mio uomo.

  12. Helwa Says:

    Mi dispiace per te Lucia.Trovo che persone,donne, come te che disprezzano il lungo percorso che abbiamo fatto per arrivare dove siamo oggi fanno un danno per tutte e tutti.
    Tua,
    Helwa, donna, musulmana, Italiana.

  13. Carla Says:

    Secondo me non c’è niente di male nel servire il proprio uomo e lavorare per la propria famiglia, però deve essere UNA LIBERA SCELTA, la donna deve essere rispettata nel suo ruolo di casalinga e naturalmente anche aiutata dai propri familiari. Infatti non è detto che la donna in carriera sia più realizzata di lei, dipende dai suoi valori e dalle sue priorità.
    Io personalmente sono una donna che lavora, ho un marito e 3 figli (tutti maschi!) più 1 cane (maschio anche lui!!!) :-) )

  14. Carla Says:

    Secondo me non c’è niente di male nel servire il proprio uomo e lavorare per la propria famiglia, però deve essere UNA LIBERA SCELTA, la donna deve essere rispettata nel suo ruolo di casalinga e naturalmente anche aiutata dai propri familiari. Infatti non è detto che la donna in carriera sia più realizzata di lei, dipende dai suoi valori e dalle sue priorità.
    Io personalmente sono una donna che lavora, ho un marito e 3 figli (tutti maschi!) più 1 cane (maschio anche lui!!!) :-) )
    però amo lavorare anche per la mia famiglia

Leave a Reply