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foto luca de mata ©&® - 2010


Kosovo. Mine, bombe, cecchini uccisero uomini, cose e civiltà. Andai lì. Mi rimase questa foto di una casa scheletro capovolta; ma anche il mio senso di civiltà rimase capovolto domandomi perchè odiare fino ad ammazzarsi. Sto ancora cercando in me la bestia che un giorno si potrebbe impadronire della mia ragione. Aiutatemi. Aiutiamoci perchè prima di noi venga la civiltà e la convivenza. Il fanatismo, l’odio, la pulizia etnica, l’estremismo religioso, l’intolleranza: sono i più delirante ozi del pensiero

3 Responses to “Nel Kosovo una pulizia etnica: il delirio dell’ozio del pensare.”

  1. mussi bollini Says:

    l’ozio del pensiero genera odio.è profondo e vero questo pensiero. la creatività dell’uomo, cambia lo stato delle cose, crea rivoluzione nel quotidiano,far muovere le idee anche fuori dai parametri imposti da una comunicazione che è sempre più trasmissione e sempre meno relazione.la curiosità di conoscere il nuovo, il diverso da me, una sana curiosità di conoscere l’altro e non una curiosità morbosa tesa solo a conoscere l’intimità delle persone nel loro aspetto negativo.

  2. Giovanna Says:

    Ricostruiamo più di prima e meglio di prima, sicuramente la creatività e la voglia di faer è necessaria

  3. Luca De Mata Says:

    La creatività se è al servizio del male può distuggere il mondo. Anche questa foto che stiamo commentando è espressione di una creatività che nasce non nella ragione, ma nell’odio. A questo punto come non domandarci se ancora si può chiamare cretività la cultura della morte?

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