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Essere donna Essere uomo o semplicemente Essere

Foto luca de mata®

Oggi ero ad un tavolo. I pensieri si incrociavano. Culture e storie di origini lontane e diverse. Rispetto l’uno dell’altro. Donne ed uomini di altissimo livello: intellettuale, spirituale, morale, agnostico, politico. Ragionamenti alti. Ho pensato di vivere l’utopia dell’armonia nella ricerca della conoscenza reciproca.Conosco? Conosciamo realmente l’umanità in tutta la sua complessità? Come fare perché flussi di pensiero diversi trovino lo spazio del convivere e del confrontarsi? Affermo che la diversità è una risorsa, ma poi quanto realmente accetto questo mio stesso dichiarare? Molti, tanti, tanti anni fa: la Rai mi affidò un programma di molte puntate che avevano come titolo “Essere Donna, Essere Uomo”. Oggi, forse accetterei di fare quel programma solo se si chiamasse semplicemente: “Essere!”.

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11 Responses to “Essere donna Essere uomo o semplicemente Essere”

  1. Simona Clivia Zucchett Says:

    Forse fino in fondo nessuno di noi comprende la complessità della specie umana, gli atteggiamenti, le posizioni, i gesti e i pensieri….forse oggi siamo in totale confusione o meglio molto disorientati (elemento di sofferenza)

  2. mussi bollini Says:

    quanto è bella la differenza,l’unicità di essere uomo e essere donna, solo attraverso la differenza e il riconoscimento delle diversità c’è la vera armonia di genere.comunque, l’importante è essere persona, viva !

  3. Anonimo Says:

    dare un valore in se alla diversità, pur solo quella di genere, temo sia poco utile alla convivenza umana. La stessa “guerra dei sessi” si gioverebbe più di una ricerca dei motivi della vita in comune che delle reciproche diversità. Invece l’individualità obbiettiva va a mio avviso esaltata, stimolata ed aiutata ad esprimersi. Non lasciamoci ingabbiare in concetti pericolosi come “popolo” “genere” “consumatori” “elettori” “contribuenti”. Siamo e resteremo sempre individui e come tali ci dobbiamo relazionare.

  4. Vincenzo Grossi Says:

    l’anonimo precedente sono io

  5. Alessandra Says:

    Se si rispetta l’essere, si può rispettare l’essere uomo e l’essere donna.

  6. Luca De Mata Says:

    Qui non si tratta di come siamo riconosciuti in quanto femmine o maschi, ma di diritto ad essere riconosciuti tutti come Persone e prima di tutto con pari diritti e pari opportunità quale sia il sesso che ci viene assegnato o per noi sia giusto vivere. Il moralimo è fuori dalla porta di questo post, come dice Alessandra l’importante è il rispetto dell’essere di ognuno di noi, il ripsetto delle sue scelte, del suo desiderio di vivere ed “essere” storia di libertà!

  7. Simona Clivia Zucchett Says:

    Riusciremo mai ad essere veramente liberi?

  8. Kat Says:

    Bisognerebbe iniziare dal conoscere sè stessi e la propria umanità. Questo sarebbe già un bel passo per conoscere l’Umanità!

  9. Wanda39 Says:

    Visto che sono appena passata sul tuo blog dei Musulmani ho pensato di lasciarti un commento anche su queste pagine che sono veramente nuove per la loro impostazione, vanno oltre la loro impostazione grafica, in cui tu sei maestro,fanno riflettere, però ogni tanto ad una vecchietta pensionata una telefonata la potresti fare, questo non toglie nulla al tuo impegno di sempre nel stare dalla parte dei più deboli ed emarginati. Buon lavoro Luca, e spero di sentirti presto!

  10. Lisa M. Says:

    Spesso si tende a parlare di uomini e donne non per valorizzare le differenze che potrebbero solo dare ricchezza ma per confinarli in ruoli che finiscono per fargli perdere la dignità di persone

  11. augusto la mura Says:

    Il pensiero è utopia.L’uomo è utopia.L’essere è utopia.La religione è utopia.L’utopia è l’uomo essere non l’essere uomo.Oggi la realtà è l’essere uomo-immagine.Uomo immagine Ricco,straricco,iperricco ma è anche l’uomo povero,trapovero,iperpovero.Ma per l’eterna follia dell’uomo,il secondo non conta.Puoi essere cristiano,musulmano o cosa vuoi tu,ma se sei povero non conti nè come uomo nè come essere nè come numero.Sei un diverso.Ed i diversi non sono possono essere,non possono esistere,neanche nell’utopia dell’ultimo essere.Eppure il mondo,i nostri pensieri,la nostra civiltà sono stati trasformati e forgiati da quegli uomini che oggi non varrebbero niente, perchè diversi,perchè esseri diversi.Oggi un figlio di falegname sarebbe ascoltato,seguito,venerato,se non scendesse da un jet privato, con abiti firmati, un stuolo di discepoli come lui?In un mondo che venera il Dio denaro,il Dio potere l’uomo essere,l’essere stesso uomo è asfissiato e moribondo.Ma l’utopia prima megera ora è il flebile alito che ridà vita è forza all’essere uomo.Il mondo non appartiene a chi non riconosce l’altro come uomo,ma a chi nella diversità vive ed ama la diversità dell’altro.Ci siamo persi nel credere di conoscere noi stessi e gli altri,ma non conosciamo nè noi stessi nè gli altri.Ho visto troppe volte i diversi aiutarsi tra loro, ma mai gli altri porgere un dito a chi un’attimo prima era uno di loro.In un mondo in cui ognuno interpreta se stesso come attore in un film, è meglio essere e sentirsi diversi.In un mondo in cui anche il messaggio di un qualsiasi Dio, viene letto ed interpretato in maniera disumana, al solo fine di raggiungere uno scopo umano,l’utopia è sentirsi o diventare diverso.L’umanità appartiene all’uomo,ma l’uomo,oggi,non appartiene all’umanità.

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