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August 21st, 2011

La rivoluzione del Pane è una questione solo del Nordafrica? - ® copyright luca de mata 2011

La rivoluzione del Pane è una questione solo del Nordafrica?..

Quale futuro insieme?

July 5th, 2011

Quale futuro insieme? ® luca de mata

Africa: Ho potuto fotografare questa bicicletta rossa! ®&©luca de mata 2010

Un mio amico mi chiede
se sono stato mai Africa. io “qualche volta…
lui mi parla a lungo dei suoi viaggi tra foto di
zebre ed elefanti. Rispondo ” si anche io
qualche volta…forse di più-
Lui:”persone straodinarie servizievoli”
Io: ” si certo tu sei stato dove io non
sono mai stato…”
Lui:”perchè non li pensi servizievoli?”
Io:”io li ho conusciuti amici, ed uno anche
con una bella bicicletta rossa “
lui:” ma non hai mai visto un elefante?”
Io:”No!”
Lui: “allora non sei mai stato in Africa”
Io: “ne sono convinto, non sono stato mai
nella tua idea di Africa, come tu non hai mai
potuto fotografare questa bella bicicletta
rossa!”

La luna

July 3rd, 2011

il venditore di mele granate

Il venditore di mele granate ha disgustato anche Narciso. ®luca de mata

Non piu’ parole senza verita’…conoscere per conoscermi.Lo sbandieratore di mele granate ha concluso il suo giro…i suoi averi? Non piu’ parole senza verita’…conoscere per conoscermi.Lo sbandieratore di mele granate ha concluso il suo giro..ha disgustato anche Narciso

la solidarietà

March 29th, 2011

In questa epoca di guerre e intolleranza, di attentati e di odi, di sopraffazioni ed egoismi, non ho mai perso fiducia. Ho viaggiato e continuo a viaggiare dall’Africa, all’Asia, al Sud America per documentare la catena della solidarietà. E’ lei, “la solidarietà”, sono certo, vincerà e farà capire che senza pace non c’è progresso, non c’è civiltà, non c’è possibilità di riflettere chi siamo e ancora prima chi mi è affianco. Ero in Sud America in un villaggio lontano tra le Ande. Qui si fa passare povertà per folklore, e come in mille altri paesi poveri, la disperazione per violenza. Non c’è pericolo, dove sono. In pochi siamo andati e pochi mai ci arriveranno. Ma anche quassù, dove ti manca l’ossigeno, a 4mila metri di altezza, ogni mese arrivano volontari tra queste povere persone. Sopravvivere è una scommessa quotidiana. Osservo l’isolamento desolante che mi circonda. I volti. Ho una domanda. Perché noi “si” e loro “il nulla”? In questo villaggio di fango, come in mille altri villaggi, come in mille altri posti del mondo, non c’è luce, non c’è acqua, non ci sono servizi, non ci sono parole per raccontare questa terribile realtà che trova unico conforto nell’attività dei volontari. Mi domando, ma queste donne, questi uomini, questi ragazzi che abbandonano tutto per condividere miseria, disperazione, paura della stagione in cui per mesi si rimane totalmente isolati: da dove prendono forza e tenacia, perché tanta serenità sui loro volti? Stringo la mia macchina fotografica, la dietro il mirino nascondo il mio volto, impotente continuo a fare scatti: per tanti solo folklore. Sono nel fuoristrada tornado giù a 3mila metri, verso il mio alloggio. La sera mangio quanto non avrei mai mangiato. Lassù ho lasciato tante caramelle per i bambini…ho vergogna di me, non sono che un balordo che ha fotografato sorrisi per un po’ di zucchero colorato. Tra una settimana sarò nella capitale sotto una doccia calda. Ancora dieci giorni di lavoro nelle periferie, poi un aereo mi riporterà qui in Europa. Dopo qualche giorno ho incontrato un amico. “ Luca da quale parte del mondo arrivi?” “Sud America” “Deve esere bello viaggiare come te” “Sì, puoi portare tante caramelle a tanti bambini poveri” “ Sei sempre stato generoso” “No! mi spiace deluderti: sono solo schiavo di un feroce moralismo ideologico. Scusa hai una caramella? .” Mi offrì una mentina sugar free.. Allontanandomi la masticai senza salutarlo. Il cellulare lo sentii vibrare. “Non mi hai salutato” ” Scusa” “Ma cosa hai?” “Come faccio a dire sono amico, sono amico e non ho mai il coraggio di prendere un biglietto di sola andata…la mentina che ti ho preso senza salutarti è come le foto che faccio laggiù!”

Felici solo di darsi!

March 18th, 2011

Siamo quasi sette miliardi di persone che si affannano sul nostro pianeta per la propria sopravvivenza, che affrontano ogni giorno muri insormontabili per sfamarsi e sfamare i propri figli, Siamo quasi sette miliardi di persone che vivono di gioie intense e disperazioni intense. Siamo quasi sette miliardi che amano, odiano, ridono, godono, urlano e soffrono. Siamo quasi sette miliardi che si aiutano e si disprezzano. Si accoppiano e si uccidono. Si scambiano segni di pace e si uccidono. Si giurano pace e si uccidono. Ma tanti, contro ogni egoismo, vivono in serenità ed offrono serenità Ed altrettanti non si negano mai all’altro, non vogliono saperne di guerre ed omicidi. Ed ancora tanti e tanti si fanno più umili tra gli umili, felici solo di darsi! (luca de mata ©® 2010)

Accettare altre culture!

September 15th, 2010

Accettare altre culture (luca de mata ® 2010)

Ero in Spagna in una casa di accoglienza incontrai una bambina dell’Hoduras orfana. Ad un certo punto del Suo racconto mi disse: ” Sai, prima di qui ho sofferto molto” e poi aggiunse “Mi manca molto il mio paese perché qui è freddo e il mio paese è caldo”. In quel quel momento quelle sue precise parole non mi colpirono. Poi, lì vicino, salii su un colle. Vedevo, da lì, la casa dove avevo lasciato il racconto della ragazza e solo allora mi accorgo della enorme distanza che mi divide da Lei. Io che presuntuosamente mi sono sempre sentito conoscitore del mondo. Non basta viaggiare. Lei, la ragazza, mi avava appena detto che qui è freddo. Eppure vedo case basse. Una trrra che generazioni di contadini hanno dato ordine. Lavoro. Competenza. Tutta la Spagna che ho amato, è qui. Per me, per la mia cultura, la mia storia, come per milioni di Europei tutto questo rappresenta il caldo di un popolo, il caldo di tradizioni antiche, di pianure riarse, ma non era per lei, bambina orfana venuta tra noi. E’ difficile accettare che possono esserci altre culture, altri modi di vita, altri calori di umanità e di sole, altri orizzonti, luci, significati di parole. (luca de mata ®2010)

The triumphs of finance.

August 23rd, 2010

I trionfi della finanza. - luca de mata ® 2010


We are but a few years into the new millennia with a world, that daily cites the triumphs of finance, or its flops, with a culture of opulence that when facing the problem of poor countries, when it comes to emergency and poverty, blames their inability to manage themselves: as if the poor deserve their poverty.
Poverty, today as yesterday, is used… is capitalized… it may serve refined advertising campaigns or as folklore for touristic brochures… the reality is that millions of innocent people are dying of starvation, live in slavery… 6 billion populate this planet, and it is certainly not easy to find a solution to balance resources. For life to finally find dignity among us. luca de mata ® 2010

copyright foto e testo "luca de mata" ® 2010


Diversity shouldn’t be elements of division. There isn’t liberty without mutual respect.
If I had to give one title to all of my inquiries for RaiUno, it would be: “planet: democracy or domain?” And that’s it! What essentially emerges from the ensemble of the testimonies I gathered all over the world. Testimonies of ordinary people, and those who have responsibilities, and is a guide of religions that represent millions of people.
There is a question whose answer is due: why does diversity become hate, ferocity?
I knew a driver in Asia who told me: “jihad is not killing your neighbor, but fighting evil within ourselves”. The Taliban slaughtered him: the driver!
In my inquiries I live, I look for the hope in order for the “truth”, or what I believe “truth” to be, wins. I know that this is what you hope for. But there are also all of my fears. That are also your fears.
We. All of us, we cannot but wonder: what world for future generations? And most probably this is already true for us. My inquiries are the sum of years of work, collaborations, vicinity, suggestions, material fatigue and exhausting journeys. Far away. Crossing tensions. Unknowns. The danger of the unpredictable. And all this to find the answer, that today more than ever, I am convinced we must look within ourselves. Our selfish interests, our fanaticism, our ghosts, real enemies of peace among peoples, tolerance, coexistence, the right to freedom! Freedom! For those who believe, that God has given us! Freedom to believe or not believe in Him, and not to be killed for that, in his name or against his name. Because god, you made me in your own image, a free creature in your creation. luca de mata © 2010

Essere donna Essere uomo o semplicemente Essere

Foto luca de mata®

Today I was at a table. Thoughts crossed each other. Cultures and histories of ancient and different origins. Mutual respect. Women and men of the highest level: intellectual, spiritual, moral, agnostic and political. High reasoning.
I thought I was living the harmony of utopia in pursuit of mutual knowledge.
Do I know? Do we really know humanity in all its complexity? How can we find a space where different ways of thinking can meet, coexist and confront each other? I say that diversity is an asset, but then again, do I really accept that declaration? Many, many, many years ago, Rai entrusted me with the making of a program titled “Being a Woman, Being a Man”. Today, I might accept such a job with one condition: that it would simply be called “being.”