L’immigrazione evoca tra gli occidentali la paura del terrorismo islamico. E’ innegabile. In una città come Napoli il venerdì vanno a pregare oltre 1500 persone e solo nella Moschea dietro una grande piazza (piazza Mercato) occupando anche la strada. Se parli con uno di loro dopo la preghiera tutti ti ripeteranno che l’equazione islam è uguale immigrati è assolutamente falsa. Ti diranno che l’Islam è una religione universale. Proprio a Napoli gran parte dei responsabili della Mosche sono italiani; qui ho avvertito che se si riesce ad avviare un dialogo di pace lo sarà per tutto il mediterraneo. Una delle questioni più denunciate è la mancanza di luoghi di culto, dove poter pregare, dove riunirsi durante il periodo del Ramadan per la lettura e l’ascolto. Chiedono di vivere in modo dignitoso la propria fede. Si è detto che le Moschee sono luoghi che tendono alla ghettizzazione degli immigrati, perché tendono a non vivere il contesto sociale in cui operano. Questa affermazione va rifiutata…quello che ho sentito chiedere:” le Moschee devono essere un centro che relaziona con il tessuto sociale sul territorio.” Non mi è sembrata gente che mentiva…anche se la realtà con cui ci confrontiamo ci appare diversa…o meglio è troppo spesso diversa.Credi in quello che ascolti, e non potrebbe essere diversamente, ma poi le immagini del terrorismo islamico radicale rendono difficile il dialogo, diventano, loro le immagini, la presenza dominante…penso che i Musulmani devono capire quanto l’estremismo sia il grande nemico. Se in alcuni ho visto, letto, ascoltato parole di pace, di cuore aperto all’interlocutore, in altri ho percepito solo un dirmi quanto avrei voluto ascoltare…ben altri erano i loro pensieri…mi auguro di sbagliare

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