Kosovo. Mines, bombs, snipers killed men, thing and civilization. I went there. I was left with an image in my mind, of an inverted skeleton house. But also, my sense of civilization was turned upside down. I asked myself: why hate to death? I am still looking inside myself, for the beast, who one day might take over my sense of reason. Help me. Let’s help one another, because before us comes civilization and coexistence. -Fanaticism, hate, ethnic cleansing, religious extremism, and intolerance: are the most delirious leisure of the mind.
luca de mata

Kosovo. Mine, bombe, cecchini uccisero uomini, cose e civiltà. Andai lì. Mi rimase questa foto di una casa scheletro capovolta; ma anche il mio senso di civiltà rimase capovolto domandomi perchè odiare fino ad ammazzarsi. Sto ancora cercando in me la bestia che un giorno si potrebbe impadronire della mia ragione. Aiutatemi. Aiutiamoci perchè prima di noi venga la civiltà e la convivenza. Il fanatismo, l’odio, la pulizia etnica, l’estremismo religioso, l’intolleranza: sono i più delirante ozi del pensiero.
luca de mata

3 thoughts on “Gli ozi del pensiero ► The frenzy of hate, when I went to Kosovo.►El frenesí de odio, cuando fui a Kosovo.►Il delirio degli odi, quando andai in Kosovo.

  1. l’ozio del pensiero genera odio.è profondo e vero questo pensiero. la creatività dell’uomo, cambia lo stato delle cose, crea rivoluzione nel quotidiano,far muovere le idee anche fuori dai parametri imposti da una comunicazione che è sempre più trasmissione e sempre meno relazione.la curiosità di conoscere il nuovo, il diverso da me, una sana curiosità di conoscere l’altro e non una curiosità morbosa tesa solo a conoscere l’intimità delle persone nel loro aspetto negativo.

  2. Ricostruiamo più di prima e meglio di prima, sicuramente la creatività e la voglia di faer è necessaria

  3. La creatività se è al servizio del male può distuggere il mondo. Anche questa foto che stiamo commentando è espressione di una creatività che nasce non nella ragione, ma nell’odio. A questo punto come non domandarci se ancora si può chiamare cretività la cultura della morte?

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