– ► Se si spegne la candela e l’uomo che illumina ► Ero in Sicilia di notte con dei volontari che portavano un po’ di calore a chi vive di strada. Si avvicina un uomo.Lo conoscono. Seduto sotto un lampione mangia fisso guardando in terra.  Parlare con lui. Chissà. Ne avrà voglia? Mi chiamo luca, posso? E’ come se ci fossimo conosciuti da sempre. “Vengo dal centro Africa.”  Dice di avere poco più quarant’anni. Non gli credo, ma che ha importanza ha? Un italiano non stentato. Deve esser qui da anni. Nel suo guardare fisso in tera si esprime tutto il suo desiderio di sfogarsi. Parlare di se. Gli chiedo del lavoro, se lo cerca…il suo sguardo è la risposta. Mi sento un cretino…fatica come uno schiavo ogni giorno…ma la paga è una miseria. Per arrivare fin qui fece un debito che ancora lo schiaccia. Probabilmente il permesso di soggiorno scaduto. Di questo non parlo, non chiedo.Voglio sapere dove vive! “Vivere? vorrai dire dove mi arrangio. Sono fortunato: in un edificio abbandonato. Possiedo una candela ed una coperta che puzza di topo. Dicono che ci sgombereranno. Se fossi stato uno dei proprietari lo avrei fatto da tempo. Ci faranno un albergo. Mi piacerebbe lavorarci…Signora, prego lasci a me il bagaglio. Non è così che si dice? Quel luogo è uno schifo. Danno la colpa a noi…ma come puoi vivere senza luce acqua, la fai dove puoi..una puzza di merda ovunque? e siamo tanti…prima c’era più lavoro…ora accettiamo tutto…è sempre peggio…sempre peggio… sempre peggio…le cose stanno andando troppo male. quel rudere abbandonato è già un conforto, ma ora se la abbatteranno? La mia luce? è una candela. Sempre più corta. Volevo rubarne una in una chiesa, ma poi mi sono vergognato. Non solo perchè sono gli unici che mi hanno dato quello che mi vedi, ma non mi hanno trattato da negro. Se la candela si spegne forse anche io mi spegnerò… completamente, più di ora…non ci sarà più luce. Cosa che freghi a qualcuno di un negro morto?” Già! si spegne la candela e si spegne l’uomo che illumina. Lui avverte che forse gli vorrei dare dei soldi…mi precede “No amico, non sono arrivato fin qui per la carità…ma lavorare…non puoi farci nulla sono un negro. Uno schiavo!…che un bianco si fermi a parlarmi pensi sia una cosa comune? No. Ricevo solo ordini…e per il resto devo sempre nascondermi…se mi prendono potrebbero mandarmi a casa…ma laggiù non ho più casa e neanche una candela per la notte. Tutta la mia vita è buio!…” L’uomo si allontana. Io rimango seduto sul marciapiede…i Volontari:” Che fai non vieni con noi?” “No torno in albergo a piedi” Lì non mi attende una candela…sono un bianco!”

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