Fuga dalla fame di interi popoli. Come non voler capire dove sono i miei piedi, ancora più oggi che non sono ragazzo, dare senso alla mia vita e alla mia libertà. Entro da una piazza in un sovrapporsi di vicoli. Folla. Pochi passi. Sono tra banchi e piccoli negozi, urla, richiami, Tutto regalato. Il mercato. Sono in una grande città del Sud Italia. Ovunque immigrati. Guardo i loro occhi. Tutta brava gente o tutti manovali di padroni del crimine organizzato? Queste sono chiacchiere dicerie o la realtà? Il virus della paura delle diversità è nel sudore, gli odori, lo spingersi, toccarsi spalla a spalla. Non sono in un romanzo, in una graphic novel ► qui quanto accade è tutto reale. La mano in tasca stringe documenti e portafoglio. Voglio capire qui quanto la mafia, le organizzazioni criminali condizionino, dominano questi disperati…ne siano i padroni. Ogni tanto mi fermo. Cerco chiacchiera. Chiedo in generale strampalato, la prendo alla larga. Uomini e donne sopravvissuti in fuga dalla fame pensarli fessi…questi hanno attraversato deserti e mari, questi vengono da morte e genocidi, questi che sono stati vittime quando non essi stessi carnefici pensarli sprovveduti…E’il meno quando beccarmi il silenzio, quando gesti o chiari vaffanculo. Le loro bocche serrate con gli occhi mi dicono chiaramente: “Vattene..sei uno sbirro?..cazzo vuoi?” Quando ti va bene avverti solo la volontà di sviare le risposte ► la pseudo ipotesi che loro siano solo manovalanza si fa convincimento. Intimidazioni. Soldi. Denaro. ► ho attraversato il Rubicone come tornare indietro da questa inchiesta di cui sono all’inizio. Cerco verità. La menzogna non nega la giustizia? ► la pace?… Tutti gli schemi che mi ero costruito non rappresentano più nulla. La realtà e cruda ed evidente. Sono in un continente che si auto protegge, qui non ci sono le nostre leggi ► come ovunque in Europa: tutte le bancarelle sono identiche. Vociari urlati, grida le mie convenzioni non rappresentano più nulla infilate da dolci gradevoli urlate sgradevoli musiche orientali. Più kebab che panini alla milza. Cambiano i menù, ma i menù li gestiscono altri, sempre gli stessi…comanda il genere non il soprannome… Il potere criminale è un’immensa macina di ogni valore reale ► anche se paradossalmente quelle bancarelle “sono degli ammortizzatori sociali…tutto ad un euro” ► Il confine tra quello che si può e non si può fare diventa sempre più una linea difficile da vivere. Le regole sono precise e tutti le rispettano ► i mugnai sanno come far girare le ruote. Offrire un letto a chi vive in un cartone non è un semplice gesto, ma un segnale ► la vita ► le persone sono ancora dei valori? ► si può fuggire da un problema che sta investendo tutte le nazioni? ► gli immigrati, siano essi regolari o no?
► Quando interi popoli sono in fuga come poter gestire le onde di uno tsunami solo con delle leggi, dei divieti? ► è possibile questo?…c’è chi ne è convinto. Ehi amico! si! Tu! osserva la realtà dall’altra parte del mare…cammina senza scorte tra quei popoli, tra la loro indicibile, indescrivibile miseria, come puoi pensare che si fermeranno? diamogli lavoro e cibo lì dici. Pensi sia facile? lì ci sono stato e non poco…anche io sfiderei me stesso per l’altra riva della vita. Lì amico mio ogni speranza è meno di ogni violenza che potrai subire, meno di sapere se avrai un altro giorno!…e come sempre la fuga dalla fame sposta interi popoli